Manta (CN): resoconto della visita in campo alle prove di difesa contro la batteriosi dell’actinidia

Nella mattina del 1 giugno 2012, oltre duecento frutticoltori si sono presentati al Centro di ricerche del Creso (a Manta – Cuneo) per il sopralluogo alla sperimentazione in corso per la difesa dalla Psa, la batteriosi dell’actinidia.
Prima di scendere in campo, il dott. Graziano Vittone ha fatto il punto su quanto emerso dal Convegno nazionale organizzato dalla SOI a fine maggio a Latina, dove aveva presentato – insieme con i colleghi dell’Università di Torino e Bologna – la relazione sui metodi di prevenzione e difesa 

La sperimentazione in corso vede impegnati il Creso, insieme con il Servizio fitosanitario della Regione Piemonte e l’Università, nell’ambito di un Progetto di ricerca cofinanziato dalla Fondazione Cassa Risparmio di Torino.
I primi risultati sono interessanti: si è fatta luce sulle vie e modalità di penetrazione del batterio nella pianta; sui momenti a rischio e le situazioni predisponenti. La Psa è un batterio vascolare che penetra sia dalle aperture naturali (stomi, lenticelle), sia dalle lesioni provocate dal gelo, dalla grandine o dai tagli di potatura.
Le condizioni favorevoli sono rappresentate dalle basse temperature invernali e primaverili associate a piogge persistenti. Da questo punto di vista, le gelate invernali (quest’anno nell’arco di due settimane le temperature sono state costantemente sotto lo zero, con i noti picchi di -20 °C di inizio febbraio) e la distribuzione delle precipitazioni, abbondanti fino alle soglie dell’estate, rendono il Piemonte una delle regioni più a rischio diffusione della malattia. Il confronto con l’areale di Latina non lascia dubbi in proposito. Se in altre regioni la convivenza con la Psa pare possibile, in Piemonte tutto diventa più difficile.

La stessa sensibilità varietale deve essere riferita al contesto epidemiologico, come ha fatto osservare Lorenzo Berra. In Piemonte, la Psa si sta accanendo su Hayward, che a Latina mostra una discreta tolleranza (clicca qui per un report della visita ad alcune aziende di Latina). Questa situazione può dar luogo ad equivoci, su cui hanno speculato alcuni vivaisti. Alcune nuove varietà – peraltro non ancora adeguatamente saggiate né sotto il profilo epidemiologico né sotto quello agronomico – vengono presentate come tolleranti a Psa, senza precisare che la minor suscettibilità è riferita a Hort16A, la varietà a polpa gialla che è stata spazzata via anche a Latina, e non a Hayward.
Vittone ha poi presentato le prove in corso, quelle nei tre siti sperimentali allestiti sul territorio e i saggi di inoculazione sulle piante in vaso, che riproducono la reazione alle infezioni primaverili.
Dopo la presentazione nella sala convegni, sono stati formati gruppi di frutticoltori che a turni successivi sono stati accompagnati in campo dai ricercatori del Creso Laura Asteggiano e Luca Giordani. Hanno avuto modo di vedere dal vivo e discutere la sperimentazione svolta in questi mesi.

Sono state impiegate alcune centinaia di piante in vaso, su cui sono stati saggiati 14 diversi formulati a confronto con il testimone inoculato. Le piante sono state dapprima trattate con i diversi prodotti e successivamente inoculate spruzzando direttamente su tralci e foglie il ceppo di batterio isolato in Piemonte. In meno di venti giorni dall’inoculo, le foglie presentavano le caratteristiche macchie necrotiche sintomo della presenza di Psa, la quale è stata poi confermata mediante analisi molecolari.
Tra i formulati saggiati, i rameici (ossido di rame), combinati con filmanti di origine naturale, hanno manifestato una discreta azione preventiva. Altri prodotti hanno mostrato una buona efficacia, accompagnata purtroppo da fenomeni di fitotossicità che compromettono lo sviluppo delle piantine.

I risultati in vaso rappresentano un passaggio importante ma ancora preliminare. Sono in corso le verifiche in pieno campo nei siti sperimentali, che consentiranno di mettere a punto nuove strategie di lotta, più mirate ed efficaci, contro la batteriosi dell’actinidia.
Contatti: Silvio Pellegrino CReSO – Consorzio di Ricerca e Sperimentazione per l’Ortofrutticoltura piemontese Tel./fax: (+39) 0171 694685 Cell.: (+39) 335 7537126 Email: direzione@cresoricerca.it Web: www.cresoricerca.it

Data di pubblicazione: 05/06/2012

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